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De Kerckhove

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Internet: Anarchia o Democrazia?

Affrontiamo ora il tema della democraticità di Internet dal punto di vista di un altro noto pensatore: Derrick De Kerckhove.

Uno dei concetti più famosi da lui elaborati è probabilmente quello di psico-tecnologie: finora, coi media tradizionali, il pensiero è scaturito dalla possibilità di leggere, ovvero dalla scrittura; adesso, invece, "il mondo esterno passa dalle pagine allo schermo, ove prendono vita espressioni basate sui linguaggi che sono un'estensione della nostra mente". Insomma, De Kerckhove sostiene che, grazie alle nuove forme di comunicazione sperimentate sulla Rete, abbiamo la possibilità di

esercitare un potere, poiché, come l'automobile è un'estensione del piede, così il computer lo sarebbe della mente.

Ecco allora che si arriva a due nuovi concetti, quello di mentalità pubblica e quello di mentalità privata. La prima è propria della televisione, poiché tutto ciò che passa attraverso il tubo catodico è di produzione esterna, nulla viene creato direttamente dallo spettatore, il quale passivamente riceve le immagini che gli scorrono davanti agli occhi; la seconda è propria del computer, poiché grazie in particolar modo ad Internet, esso diventa in qualche modo un ampliamento della nostra intelligenza e della nostra memoria. Con una rivoluzione di grande portata: la nostra intelligenza può diventare collettiva.

Se noi, infatti, utilizzassimo il PC solo ed esclusivamente per ciò per cui è nato, cioè per un mero strumento di calcolo, concettualmente non sarebbe così diverso dall'usare un'agenda e una calcolatrice;ma se noi concepiamo il calcolatore per ciò che è diventato, un medium, allora possiamo improvvisamente scoprire che non siamo soli, e che questo tipo di comunicazione conserva dei caratteri inesistenti in qualsiasi altro medium.


Tecnologie
Vs.
Psico-tecnologie
Mentalità pubblica
Vs.
Mentalità privata
Intelligenza individuale
Vs.
Intelligenza collettiva
Classe fisica
Vs.
Virtual classroom
Libro
Vs.
Ipertesto

L' intelligenza, la memoria, le opinioni nostre e di tutti gli altri cittadini del mondo possono essere unite a formare un'intelligenza, una memoria e un'opinione collettive, utilizzabili da chiunque per qualunque scopo.

A questo proposito, De Kerckhove ritiene che un buon metodo per migliorare l'educazione degli studenti potrebbe proprio essere questa forma di intelligenza collettiva: se, infatti, delle virtual classrooms, delle classi in Rete, lavorassero indipendentemente ma al tempo stesso collegate fra loro per quanto riguarda lo scambio di materiali, la qualità della formazione studentesca compirebbe un notevole salto di qualità. E' riduttivo, dal punto di vista dell'autore, che ogni scuola lavori in uno spazio a sé stante senza approfittare delle immense potenzialità di comunicazione e di reperimento fonti fornite da Internet.

E il libro? Non verrà accantonato, assicura De Kerckhove. Ipertesto e libro stampato funzionano secondo categorie completamente differenti e pertanto, probabilmente, continueranno ad avere funzioni differenti; il libro era stato a suo tempo uno strumento notevolmente democratico, in quanto per la prima volta si presentava a tutti la possibilità di avere a prezzi relativamente accessibili giornali, saggi, romanzi. Internet permette un passo in avanti: l'ipertesto non solo è accessibile a costi ormai ridicoli (la connessione alla Rete e il prezzo delle tecnologie hardware sono in costante calo), ma permette di costruire il proprio sito personale e di essere quindi, in prima persona, un produttore di testi alla portata di un pubblico.

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