<-- Digit@l Society -->

Dyson

I Commenti:




I Casi:


Internet: Anarchia o Democrazia?

L'ultimo autore che abbiamo deciso di citare è Esther Dyson, poiché, fra tutti quelli finora trattati, è forse la meno ottimistica, pur nutrendo una grande fiducia nei nuovi media.

La Dyson vive letteralmente in Rete da molto tempo, ed è proprio grazie a questa sua diretta esperienza che ha imparato che mondo fisico e mondo virtuale non sono poi così diversi fra loro; Internet è un luogo, dove le persone si incontrano, parlano, scambiano informazioni, commerciano. Come nella nostra realtà quotidiana. Ma in più il Network offre delle novità che nessun altro mezzo ci dà, ovvero la possibilità di essere fruitori e autori ("prosumer", neologismo inglese che deriva dall'unione di "producer" e "customer"), di scrivere alle autorità, di trovare clienti dall'altro capo del pianeta, di eludere, insomma, le difficoltà pratiche spazio-temporali e di velocizzare al massimo le transazioni e le comunicazioni.

La Rete non avrà, secondo l'autrice, impatto sulla natura umana, la quale manterrà le stesse caratteristiche di sempre, poiché rimarremo gli stessi esseri umani gelosi, nervosi, sentimentali e caotici di un tempo. Internet non è un luogo asettico, costituito esclusivamente di bit e tecnologia hardware, quanto piuttosto un mezzo fatto di persone, che può essere usato per crescere emotivamente ed intellettualmente senza stravolgere le nostre caratteristiche fondamentali. La Rete celebra la natura umana. E per questo motivo forse diventerà (e in parte lo è già) un aggregato di differenti personalità che dialogano fra loro, imparando a conoscersi e amarsi nonostante tutte le barriere comunicative con cui normalmente avrebbero a che fare (lingua, cultura, età,...).

I collegamenti elettronici bidirezionali costituiscono, però, a parere della Dyson, la vera rivoluzione: la Rete sottrarrà potere ai governi centrali, ai mezzi di comunicazione di massa e alle multinazionali, per darlo poi a dei perfetti sconosciuti. Ovvero: su Internet chiunque ha non solo la possibilità di esprimere pareri, di dare opinioni politiche, di iniziare un'attività commerciale, ma anche di farlo sapere al resto del mondo, proprio per la natura transnazionale tipica del Network. E ciò non fa che rendere,da una parte, l'informazione meno tendenziosa e più democratica e, dall'altra, il mercato più fluido. I rapporti di forza mutano, che siano essi fra datore di lavoro e dipendenti, fra venditore e cliente, fra leaders politici e cittadini.


Mondo fisico

Vs.

Mondo virtuale
Governi centrali
Vs.
Natura transnazionale della Rete
Uniformità
Vs.
Diversità
Attrito
Vs.
Mancanza di attrito
Frammentazione
Vs.
Decentramento
Regolamentazione dall'alto
Vs.
Autoregolamentazione

Un difetto che l'autrice trova, tuttavia, nell'organizzazione della Rete è la mancanza di attrito. L'attrito è qualcosa con cui siamo costretti a convivere ogni giorno della nostra vita, ma tutto sommato ci reca dei grandi vantaggi: tutela la nostra privacy, ci separa da chi non desideriamo ascoltare o vedere, costruisce un muro fra noi e il resto del mondo. In Internet ciò non accade: facciamo un'affermazione in un newsgroup e di lì a due secondi chiunque può leggerlo, i confini sono estremamente labili e facilmente valicabili, la privacy, se violata, è infranta in tutto il mondo. Infine, la mancanza di attrito agevola i truffatori e i delinquenti, e qualche volta, grazie a dei filtri che ogni persona può installare sul proprio computer, si rischia paradossalmente di isolarsi, scegliendo a priori di non guardare siti che potrebbero contenere idee e visioni della realtà troppo distanti dalle proprie.

Democrazia e decentramento non sono la stessa cosa: la prima è la possibilità, per una popolazione, di leggere i propri rappresentanti politici, il secondo è invece la suddivisione delle masse in gruppi ristretti. In Rete esistono delle comunità virtuali che possono tranquillamente essere spiegate con il concetto di decentramento, dal momento che in tali gruppi la maggioranza decide delle regole e tutti i partecipanti sono invitati a rispettarle; a differenza di quanto accade nelle Nazioni, tuttavia, chi crede che le norme stabilite siano sbagliate può scegliere di andarsene e, al limite, di trasferirsi in una comunità i cui regolamenti siano a lui più congeniali. In questo senso, la Rete è un pessimo strumento di propaganda (non sono tenuto a subire regole che non sento mio, dunque mi rifiuto di ascoltare), ma può al contrario diventare un ottimo mezzo per la cospirazione (siamo una comunità contraria ad una certa cosa e ci uniamo per combatterla).

La Dyson è contraria ad un controllo dall'alto dei contenuti di Internet, ma è ugualmente contraria all'assenza di regole e all'anarchia; crede che sia necessario, da parte degli utenti, stabilire dall'interno una serie di norme che invitino ad una visione critica e costruttiva della Rete, se non altro per scoraggiare siti che possono essere considerati per lo meno sconvenienti (di pedofili, pornografia, hackers, terroristi e truffatori). Ma per fare ciò le norme devono essere buone e i singoli utenti onesti, altrimenti si rischia di sprecare delle valide opportunità, creando mercati e comunità destinati a rimanere senza sbocchi.

Links utili:

 

Inizio Pagina - Home