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Internet Democracy

di Alberto Rinaldi, Claudia Bertone, Rodolfo Croce
Grafica di Alberto Rinaldi

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I Casi:


Internet: Anarchia o Democrazia?

Il modello democratico è chiaramente l' assetto politico preferito, o comunque dominante, dagli stati a livello mondiale. Un' infinita molteplicità di studi hanno dimostrato il LEGAME TRA BENESSERE E DEMOCRAZIA e quindi la possibilità di definire quest' ultima stessa come bene pubblico collettivo. Se è considerabile a tutti gli effetti come un bene, si suppone abbia un valore che sia presumibilmente giusto e conseguentemente il problema che si pone di fronte è quello della diffusione, il più ampia possibile, di questo bene. Ecco quindi che Internet può esserne un mezzo, ma, al fine di porsi come rappresentante e strumento della Democrazia, dovrebbe prima di tutto presentarsi come "strumento democratico" ovvero che abbia come base della sua struttura, del suo utilizzo, e della sua espressione un ordinamento di tipo democratico.

Conseguentemente, nel dibattito sulla Digital Society, fondamentale è il rapporto che si intrattiene tra Democrazia e Internet. Ci sono 4 grandi tipologie sotto cui questo si presenta:

  • Democrazia pro-Internet
  • Democrazia di Internet
  • Internet pro-democrazia
  • Democrazia in Internet

L' aspetto qui trattato è precisamente il secondo, ovvero: come l' istituzione che noi chiamiamo Democrazia viene ad attuarsi in Internet? Internet può dirsi effettivamente democratica? E' valida l' accusa mossale di luogo nel quale l' unico moderatore è l' anarchia? E' altrettanto valida l' accusa di essere un mezzo nelle mani delle multinazionali e per la manipolazione delle masse da parte dei governi? A che risoluzione porterà il dibattito sull' assetto politico di Internet? La Rete somiglierà a una Democrazia Rappresentativa o Diretta? E' giusto porre dei limiti ai contenuti e accettare l' azione di istituzioni che garantiscano l' ordine e la sicurezza? L' accesso a Internet è "democraticamente assicurato"?